Come suggerisce il nome, questa volta non si parla di un paese dell’area mittel-europea, ma semplicemente di una spiaggia a pochi chilometri dall’estremo capo sud-orientale della nostra Regione.
C’è da stupirsi come la cultura del ragusano sia differente dalla nostra nella gestione del turismo, ma una cosa mi ha colpito in particolare: la spiaggia di Ispica, appunto.
Kilometri di sabbia fine assolutamente libera, docce pubbliche che seguono la carreggiata confinante la spiaggia ogni kilometro circa e centri di raccolta differenziata frequenti segnalati da una simpatica bandiera ben visibile.
Non credo che l’amministrazione locale debba sopportare chissà quale spesa per assicurare questo servizio essenziale, con un ritorno di immagine e di soddisfazione sociale non trascurabile.
Ecco la seconda parte dell’intervista all’Assessore Carta, in cui viene affrontato il tema caldo della riqualificazione del waterfront. per visualizzare la prima parte, dedicata al centro storico, clicca qui
Barcelona è il prototipo della città affacciata sul mar Mediterraneo che ha saputo valorizzare la propria storia millenaria e modernizzarsi fino a diventare un modello di efficienza e un cuore economico pulsante, operando una vera e propria rivoluzione culturale e urbanistica e superando così il buio periodo della dittatura franchista.
Un centro storico, il Barri Gotic, ristrutturato e tenuto in ordine; un waterfront che non finisce di stupire, dalla spiaggia “la Barceloneta” al porto antico al porto olimpico, un piccolo capolavoro con spazio per il tempo libero, centri commerciali, cinema, discoteche, pub, casinò, ristorantini e piazze; uno dei porti commerciali più grandi d’Europa; aeroporti e ferrovie ultramoderni; grande attenzione al patrimonio culturale; strade[...]
Ringraziamo gli amici di Tafter per aver riconosciuto l’importanza e l’originalità dell’evento.
Città2.0 coglie l’occasione per ribadire agli utenti la necessità di ricordare alle istituzioni, con le vostre foto, la bellezza e le potenzialità che la costa palermitana è in grado di esprimere; ma, soprattutto, cerchiamo di ricordare con le nostre immagini, a chi gestisce la Res Publica, fin dove possono arrivare gli effetti devastanti dell’incuria e della mala gestio che troppo spesso hanno contraddistinto cittadini e amministratori della nostra città.
Il waterfront centrale di Palermo, strettamente connesso al centro storico della città e alle antiche borgate, rappresenta una delle aree potenzialmente più feconde di creatività urbana dove, grazie a nuove strategie, le imprese e i residenti potrebbero far quadrare il cerchio di un’integrazione economica nel segno della qualità e della creazione di una città nuova.
Il problema della riqualificazione urbana va affrontato con modalità decisamente nuove, per cancellare i segni di una speculazione edilizia selvaggia che, a partire dagli anni ’60, ha determinato l’esclusione della nostra città da quella ristretta cerchia di metropoli europee che nel corso degli anni hanno raggiunto elevati livelli di sviluppo e innovazione.
Ma perché l’antica Palermo deve essere l’ultima ruota del carro?
Città2.0 ha a cuore la salute della costa della nostra città.
Proprio in questi giorni stiamo formando un gruppo di lavoro, formato da giovani volontari, che predisporrà un progetto finalizzato a bandire un contest fotografico tra coppie di immagini che dovranno ritrarre panorami mozzafiato e degrado nero lungo la costa palermitana.
Ma l’esposizione conclusiva, che si terrà nella suggestiva cornice del Centro storico (la location verrà definita più avanti ma le idee non mancano), non metterà la parola fine a questa ambiziosa iniziativa: è nostra intenzione creare una partnership con l’Università di Palermo e allestire un team di studenti interfacoltà che si occupino, grazie a una borsa di studi messa a loro disposizione, della realizzazione di un piano di sviluppo sostenibile per alcuni tratti della[...]