Abbiamo scoperto di non essere stati i primi a pensare a Vittorio Sgarbi per il ruolo di primo cittadino di Palermo. Ecco come ha risposto a chi in passato ha auspicato una sua candidatura. Che abbia cambiato idea?
Mi piacerebbe che Palermo venisse governata da gente con le palle, che – ad esempio – non ceda a quattro straccioni che mettono a ferro e fuoco la città per ottenere la conferma in un posto di lavoro pubblico che non meritano (non hanno superato nessun concorso, sono soltanto amici degli amici: ogni riferimento al personale GESIP è casuale). Come se tutto fosse dovuto e rovesciare i cassonetti fosse un metodo legittimo per accedere al pubblico impiego. Mi piacerebbe che il prossimo primo cittadino sia una persona diretta, uno come Vittorio Sgarbi. Pertanto, pubblico una e-mail che ho provveduto ad inviargli (probabilmente non la leggerà mai, ma esprime bene la mia frustrazione nel vedere una città che non reagisce, e – se lo fa – non sceglie la strategia giusta).
Chiar.mo Prof. Sgarbi,
Le scrivo in rappresentanza di un gruppo di giovani palermitani determinati a cambiare in meglio la propria città, a compiere – in un futuro non troppo lontano – una rivoluzione culturale che consenta al capoluogo siciliano di compiere quel passo che al momento separa Palermo dal diventare una capitale europea.
Il sistema dei partiti, a Palermo come nel resto del meridione, paga da sempre l’assenza di una cultura politica adeguata: spesso la classe dirigente pensa di fare del bene nell’utilizzare gli enti pubblici come ammortizzatori sociali, mentre in realtà gli unici a trarre vantaggio da questo clientelismo suicida sono i professionisti della poltrona e del compromesso, sempre pronti a destinare i soldi dei contribuenti a clientele senza futuro e a vendere la propria anima per un posto in lista. Enormi sprechi causano la sottrazione di ingenti risorse finanziarie al perseguimento del bene comune.
La nostra città ha bisogno di un sindaco carismatico, che si lasci ispirare dalla cultura e dall’amore per il bello nella sua azione quotidiana, che aiuti Palermo e i suoi cittadini a riscoprire la propria identità, ben rappresentata da un patrimonio artistico accresciutosi progressivamente nel corso dei secoli e oggi dimenticato.
Palermo nasce come “città tutto porto” (Pan-ormos) ma oggi rivolge le spalle al mare.
Palermo ha il Parco metropolitano più grande d’Europa, immenso rifugio per prostitute e topi.
Come dimenticare il centro storico, il cui degrado, che ricorda quello della periferia di Istanbul, non ha pari nella società occidentale?
Per non parlare dell’inadeguatezza del trasporto pubblico e del sistema di viabilità.
Questa lettera, idealmente firmata da migliaia di ragazzi e ragazze, vuole essere un invito: perchè non abbraccia la “missione Palermo”, impegnandosi alla valorizzazione di una città dalle potenzialità inespresse? Una sua candidatura a sindaco risveglierebbe la speranza della gente, ormai scettica nei confronti di chi fa dell’arte del raggiro un mestiere.
La finanziaria 2007 ha sancito la fine dei sacchetti di plastica, nocivi soprattutto per l’ambiente marino.
Buone notizie per l’Italia e in particolare per la Sicilia ed il suo mare.
Contro questo provvedimento, in vigore dal 1 Gennaio 2011, le aziende produttrici hanno fatto ricorso, il Tar del Lazio lo ha respinto.
Gli interessi economici sono notevoli, basti pensare che l’Italia da sola consuma il 25% di tutti i sacchetti prodotti nei 27 Stati dell’Unione.
Nei supermercati già troviamo solo shoppers biodegradabili, resiste la piccola distribuzione; nell’ambito di un consumo critico possiamo quindi evitare di fornirci dagli esercenti insensibili.
Dopo la raccolta differenziata ed in connessione con essa, un altro piccolo passo verso la civiltà.
Siamo giunti al secondo appuntamento con la raccolta di poesie “Palermo in versi”, ideata e inaugurata da Paolo Piacenti con “Scirocco“. Si pubblica di seguito “Palermo”, scritta da Livia Cabasino.
Palermo
Nel rumore delle onde,
tu la chiami e non risponde,
basta starla ad ascoltare
scorre in fretta, come il mare.
Ha colori caldi e intensi,
la puoi vivere coi sensi,
puoi scoprirne la memoria
e aggrapparti alla sua storia.
Ti riscalda con il sole,
pur se non riceve amore.
Ti confonde per natura,
ciò che cerca è un po’ di cura,
ma sorride al suo presente,
come se non fosse niente.
Teme solo l’avvenire,
il futuro da scoprire.
E’ celata nel mistero,
quel che mostra è assai sincero.
E’ città che ti stupisce,
che ti spiazza e ti rapisce.
La attraversi nel profondo
e ti apre il proprio mondo:
un rumor di campanile,
vecchie mura, un cortile,
cenni arabi e normanni
che resistono negli anni;
strade strette, affollate,
così sono sempre state,
un mercato, un porticciolo,
pescatori sopra il molo;
cielo terso, orizzonti,
il colore dei tramonti,
un palmeto, un aquilone,
bimbi giocano a pallone…
E’ Palermo che vive,
è Palermo che spera,
è Palermo che sogna
e che, intanto, si avvera.
Continuano i lavori per bonificare il Waterfront palermitano. Dopo il recupero del Foro Italico e la ristrutturazione del Castello a mare, si stanno quasi ultimando le operazioni per la bonifica della Cala.
I lavori hanno preso il via nel 2007 e finalmente si possono intravedere i primi risultati della nuova struttura, costata ben 7 milioni di euro. Il progetto prevede un ampia passeggiata pedonale con pista ciclabile e 2 bar. La bonifica consentirà ai cittadini di riappropriarsi di uno dei luoghi più suggestivi e romantici della città, dato che fino a qualche mese fa la Cala versava in una condizione di profondo degrado tra rifiuti maleodoranti e vecchie strutture abusive diroccate. Non solo era impensabile passeggiare in quell’area ma persino godere della visuale appariva un desiderio utopico dinnanzi alle spesse cancellate che impedivano qualsiasi rapporto tra i cittadini e il mare.
I lavori procedono dando già i primi risultati tangibili; ad oggi, infatti, sono già stati realizzati 2 nuovi padiglioni che ospiteranno le sedi di alcuni club nautici quali il Centro Velico Siciliano,il circolo dei Canottieri,il Salpancore. Il progetto prevede, inoltre, una caffetteria dotata di tavolini vista mare , un secondo bar che sarà posto in prossimità del mercato ittico e pontili che permetteranno di poter passeggiare nella suggestiva area cha dal castello a mare permette di giungere al parco del foro italico, attraversando un’interminabile foresta bianca di alberi velici. Infine è già stata costruita una apposita terrazza panoramica, dotata di rampa per disabili, che come una mano si tende al mare.
Purtroppo le ancora numerose questioni burocratiche tra autorità portuale e organi politici fanno rimanere con il fiato sospeso circa i tempi di apertura dell’opera a cittadini e turisti, ma, indubbiamente, possiamo considerare la “questione Cala” una nota positiva che costituisce, in una prospettiva di riqualificazione del Waterfront del capoluogo, un inportante tassello dell’articolato puzzle raffigurante la splendida costa di Palermo.
Il monumento, in onore di Garibaldi e dell’unificazione dell’Italia, progettato da Giovan Battista Filippo Basile, sorge alle porte di Palermo in un luogo chiave per l’unità d’Italia.
Oggi versa in totale stato di abbandono, tra rifiuti e sterpaglie, imbrattato da scritte e murales.
Ci vediamo Sabato 12 e domenica 13 Marzo, armati di scope, sacchi e rastrelli con l’orgoglio di[...]
Cos’ è Palermo In Versi?
Palermo In Versi è una serie di pensieri, filastrocche o poesie che cercano di cogliere ed immortalare la Bellezza della nostra città. Vuole ricercarne e svelarne il fascino che si respira nell’architettura, nel clima, nel paesaggio ed in noi stessi cittadini palermitani.
Palermo avvolta da un’ atmosfera onirico-orientale nelle giornate di scirocco a Ballarò, nelle cupole e nelle palme, e di metropoli medievale nelle passeggiate tra i vicoli del centro, nelle chiese e nei palazzi.
A quale fine?
Cosa si potrebbe dire in più di “il bene tende al bello”.
Scopo della raccolta è di far cogliere al lettore l’enorme patrimonio estetico-culturale[...]
Negli ultimi anni del secolo scorso si è assistito nel nostro Paese e non solo, ad un processo generale di privatizzazione dell’economia.
La presenza massiccia dello Stato nell’economia e nell’imprenditoria è stata una caratteristica fondamentale della nostra nazione fin dalla sua nascita. La sua funzione è stata necessaria sia per sviluppare un’imprenditoria in una nazione neonata con problemi politici e culturali rilevanti, sia per sostenere la stessa nel tempo, soprattutto nei momenti più critici del secolo scorso.
La politica economica fascista ha rappresentato un nodo centrale in questo processo; politica che non si è discostata concettualmente dalle più attuate in altri paesi nello stesso periodo. Si[...]