Scritto da Marco Lo Bue in Comunicati il 22-02-2012
http://www.cittaduepuntozero.it – Marco Lo Bue
Qual è il ruolo dei partiti oggi? Comitati di affari, lobby? La mia è una riflessione che sorge dalla frequenza con cui i protagonisti della vita pubblica cambiano formazione. Non solo passaggi storici (vedi Fini), ma anche una moltitudine di avvicendamenti (anche più di uno per singolo esponente) che caratterizzano la periferia della politica.
Senza intento polemico, mi piacerebbe capire quali sono le differenze che intercorrono tra i contenuti proposti da PDL, UDC, FLI, PD, MPA, API, APS. Fin dall’alba della seconda repubblica i doppioni ci sono sempre stati, ma oggi le lievi differenze del recente passato sembrano andate definitivamente perdute.
Forse i manifesti politici, i programmi, non esistono più? La sensazione è questa.
Qualora la realtà sia diversa da come viene percepita, evidentemente la comunicazione politica, su cui i leader di partiti e movimenti investono capitali smisurati, non coglie più nel segno.





Caro Marco,
come dice il Maestro, sono le “identità liquide” della Seconda (?) Repubblica (cfr. “Il bipolarismo conflittuale”).
Questo si sarebbe un bel tema (i.e. “Ripensare l’art. 49 Cost.”?) su cui organizzare un incontro di studi, laddove fosse possibile invitare, ascoltare e dibattere con qualche (leader) politico non “ingessato” nel relativo cliché e disponibile ad un confronto critico.
Un abbraccio.
Caro Prof,
definire il ruolo dei partiti mi sembra un tema attuale oggi più che mai.
Ci troviamo in una fase di transizione dopo la caduta del berlusconismo e il Governo Monti potrebbe avere aperto la fase della terza repubblica: quella in cui gli accademici e i professionisti prendono il posto delle tradizionali organizzazioni partitiche!