Il marciapiede

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Scritto da Guido Noto in Comunicati il 23-09-2011

Una fresca pineta sul mare, timidi raggi di sole penetrano tra i rami, la compagnia delle cicale ed il loro canto di sottofondo così costante e continuo che quando ti distrai te ne dimentichi. Pattume…vario, sedie, bottiglie di vetro e di plastica, giornali, olezzo. L’asfalto è caldo, marciapiedi smussati e ancora bottiglie, vetri, puzza, ma non come prima.

Il confine tra pubblico e privato; qui dove sono nato è così. Il marciapiede è pubblico, non mi interessa. Stamane ho visto un uomo lasciare una vecchia poltrona accanto ad un bidone; sembra posta lì in attesa che qualcuno si segga accanto ai rifiuti, magari lasciandosi portar via dal camion. Magari è stata messa lì di proposito, affinché i palermitani capiscano che anche loro, certe volte, non sono altro che rifiuti. Ma su quella poltrona non ci siede nessuno, ed il camion non la porta via, quasi volesse ripetere l’invito, chiarire il concetto.

Dopo una settimana di attesa la poltrona non c’è più, l’hanno portata via; dicono che il civico n.9 abbia telefonato.

Come si costruisce una cultura sociale, il senso civico, una coscienza civile? O meglio, come l’abbiamo persa del tutto qui a Palermo? Perché le case sono nostre, ma i marciapiedi no?

Commenti (2)

Poesia…

In Inghilterra le case sono sporche e i marciapiedi sono puliti, ha più senso: a casa tua puoi fare quello che vuoi ma quello che è di tutti non si tocca…

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