Scritto da Livia Cabasino in Comunicati, Manifestazioni il 06-05-2010
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Livia Cabasino
Sfilano per le strade della città su due ruote, non fanno rumore e soprattutto non inquinano.
Sono un mezzo alternativo da non sottovalutare, le biciclette, una risorsa preziosa in tempo di crisi e di costi in crescente ascesa dei carburanti.
Sempre più numerose sono le persone che girano in bici per sfuggire al traffico urbano, ma anche per affermare che modi alternativi sono possibili.
In una città come Palermo, però, anche una semplice uscita in bicicletta si trasforma in un’avventura per temerari.
Le piste ciclabili, se così si possono definire, sono poche e il più delle volte risultano impraticabili a causa del cassonetto o del palo della luce di turno che appaiono improvvisamente, del motorino posteggiato, o ancora per colpa dei dissesti evidenti e continui della pavimentazione.
Ma i palermitani per fortuna non si scoraggiano di fronte a queste difficoltà e sono addirittura disposti a sfidare il traffico cittadino, il che certamente non è cosa da poco.
Nelle giornate primaverili li vedi pedalare in città come meglio possono e in tal modo godono della città da una prospettiva diversa e particolare, con un tempo rallentato che consente di guardare in profondità.
Nonostante i ripetuti proclami della politica sulla vivibilità di Palermo, è evidente che Palermo non è a misura di bici e la cosa non ci stupisce, visto che sul piano della sostenibilità ambientale siamo messi altrettanto male.
La sensibilizzazione alla mobilità ecologica è la parola d’ordine della “Giornata nazionale della bicicletta”, che avrà luogo Domenica 9 Maggio per iniziativa del Ministero dell’Ambiente.
Il disegno di legge, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, istituisce la seconda domenica di Maggio una giornata dedicata all’ecologia.
Speriamo che alla giornata a tema facciano seguito più decise politiche ambientali e stanziamenti di risorse per rendere più vivibili le città.
Nel frattempo a Palermo il 9 Maggio c’è il concreto rischio di pedalare tra sacchetti di rifiuti, sì perché questa è un’altra grande emergenza non ancora risolta.
Ma staremo a vedere e intanto speriamo di riprendere nuovamente in mano, insieme alla bicicletta, questa nostra città.





