Scritto da Marco Lo Bue in Comunicati il 22-04-2010
http://www.cittaduepuntozero.it – Marco Lo Bue
Le cronache degli ultimi giorni hanno portato lo Zen all’attenzione dell’opinione pubblica cittadina. Il tentativo di far valere i diritti dei legittimi assegnatari degli appartamenti dell’Insula 3 dello Zen 2, attraverso il ricorso allo strumento dello sgombero coattivo, se per un verso assicurerà il rispetto delle regole sarà comunque ben lungi dal garantire un’autentica giustizia sostanziale.
Qualcuno, infatti, rimarrà ugualmente per strada: siamo davanti al fallimento di un modo selvaggio di gestire gli enti locali, che si tramanda dai tempi di Ciancimino, e che guarda al risultato elettorale come unico obiettivo da raggiungere attraverso gli antichi strumenti delle assunzioni pubbliche e del lavoro precario.
Lo sviluppo, al contrario, passa per gli investimenti, e la costruzione di nuove case popolari, in una zona economicamente depressa come la nostra, rappresenterebbe qualcosa di più che un semplice rimedio contro la povertà: si tratterebbe di un atto di civiltà, di un esempio di politica intesa nel senso più nobile del termine, come dedizione completa a favore della società.
Speriamo che qualcosa si muova: lo Zen, nel frattempo, appare sempre più simile alle disumane bidonville sudafricane dei tristi anni dell’apartheid.




