Scritto da Marco Lo Bue in Comunicati il 06-04-2010
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La legge della regione Sicilia n. 9/1986, all’articolo 13, numero 1, lettera “e”, attribuisce alle province il compito di promuovere e sostenere manifestazioni ed iniziative artistiche, culturali, sportive e di spettacolo.
Si tratta di una competenza fondamentale, soprattutto per una regione in cui la sempre minore “domanda d’arte” proveniente dal mercato ha portato alla chiusura delle principali gallerie: la provincia si è ritrovata ad essere l’ultimo baluardo contro il radicamento dell’ignoranza, dovendo svolgere una funzione cui altrimenti nessun privato adempierebbe, vista l’assenza di un ritorno economico.
Peccato, però, che anche il tentativo di promuovere la cultura si sia trasformato in un’occasione di spesa ingiustificata a danno dei contribuenti: nei quadri dell’organizzazione degli eventi patrocinati dalle province, qui in Sicilia, si trovano spesso persone poco preparate cui vengono somministrati lauti compensi (spesso anche più larghi di quelli spettanti agli artisti) per coordinare l’allestimento della mostra o la presentazione del libro; compiti cui non di rado si sottraggono per incompetenza o semplice inefficienza, pur percependo gli onorari, e di cui si fanno quasi sempre carico gli artisti direttamente interessati.
Perchè non cancellare queste voci di spesa superflue, magari gratificando maggiormente i lavori degli artisti e alleviando le tasche dei cittadini da oneri iniqui? Se la nostra classe dirigente ha a cuore l’efficienza della Pubblica Amministrazione e vuole valorizzare un ente ritenuto universalmente inutile come la provincia, è ora che lanci un segnale forte.




