Mondello
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Scritto da Paolo Piacenti in Comunicati il 04-04-2010
http://www.cittaduepuntozero.it – Paolo Piacenti
“Ahi serva Italia di dolore ostello,
Nave senza nocchiero in gran tempesta,
Non donna di provincia ma bordello.”
Tutti i più bei ricordi di Gabriele, sin da quando riesce a ricordare, sono incorniciati da un silenzio e da un profumo insolito a chi vive in città: le più belle esperienze gli si mescolano nei ricordi con i colori dei fiori, l’odore della sabbia ed il sapore della salsedine. I genitori di Gabriele, infatti, subito dopo essersi sposati, trovarono, fortunatamente, una piccola casetta in uno dei più noti e più bei quartieri di Palermo : Mondello.
Tale quartiere nasce tra una vecchia borgata di pescatori e l’impetuoso parco della favorita; caratterizzato per lo più da villette ad uno, massimo due piani, con graziosi giardinetti pieni di alberi, di palme e di fiori, è sovrastato da monte Pellegrino ad est e sud-est, e da monte Gallo da sud-ovest a nord-ovest, ed è, infine, incoronato a nord da una baia con una spiaggia di sabbia rosa ed acqua cristallina.
La bellezza di questo litorale, che Goethe definì “il più bello al mondo”, ne fece in passato luogo delle residenze estive nobiliari e poi, tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900, con la nascita dei primi circoli velici, luogo di villeggiatura dell’ elite palermitana, a cui è dovuta la presenza delle caratteristiche ville in stile liberty.
E fu proprio in questo scenario che Gabriele imparò ad andare in bicicletta senza le rotelle, cominciò ad andare in barca a vela, baciò la prima ragazza, strinse le più salde amicizie, fece per la prima volta all’amore e conobbe quest’ultimo. La magia di quel posto con la sua bellezza …il poter andare già da piccolo in bicicletta tra gli orti o sul lungo mare o in una pineta… l’aver conosciuto la vita ed il gioco più sano e vero, all’aria aperta….hanno forgiato l’animo di Gabriele, stimolato la sua immaginazione e la sua sensibilità a tal punto che la devozione che ha per Mondello, il suo nido, e più in generale, per ogni posto che conserva una simile armonia, è quasi religiosa.
Purtroppo per Gabriele, per Mondello, e per tutti i palermitani-e-non, e ancor di più, per tutti quei palermitani-e-non appartenenti a generazioni future, tutta la città, e questo quartiere in particolar modo, si trova da anni alla mercè di piccoli egoismi di singoli, di aziende private o, in alcuni casi, del Comune stesso.
A distanza di una ventina d’anni dai suoi primi giri in bicicletta, Gabriele si trova quasi a non riconoscere più quei luoghi, vessati da sempre da una politica volta alla salvaguardia dei propri interessi rispetto a quella del luogo e dei cittadini: un sentimento di profonda rabbia, di nostalgia, di tristezza, gli cola in qualche lacrima.
Analogamente al monumento ai caduti di piazza tredici vittime, in memoria delle palme vittime del punteruolo rosso rimangono, eretti, dei “pilastroni di legno”; la spiaggia è solo una meretrice, venduta al migliore offerente; dove c’erano due orti, vicino casa sua, ora sono stati asfaltati e cementati un parcheggio (o per meglio dire un piazzale, tanto per sottolineare l’inutile sacrificio di quel luogo), ed una palazzina che non ha bisogno di un critico d’ arte contemporanea per essere definita una “cagata”, ed ancora metri su metri di campagna si apprestano ad essere sfregiati attraverso un inno al cattivo gusto.
La prossima volta che per caso vi troverete a Mondello guardate, sentite la bellezza e la pace che vi offre quel luogo, e come l’egoismo ed il cattivo gusto da una parte, e l’inesistenza di un valido piano regolatore dall’altra, stiano facendo dilagare la stupidità ed il cemento come un cancro che ci priverà di un’ennesima ricchezza. E’ inutile combattere per il recupero delle cose che non vanno se contemporaneamente si perde quel poco che va bene.
SALVAGUARDIAMO LE NOSTRE RICCHEZZE MENTRE RISCATTIAMO CIO’ CHE CI E’ STATO SOTTRATTO.





Ciao Paolo,
bellissima riflessione, sei un sognatore come pochi, avanti così!
Ettore
P.s.: Buona Pasqua a tutti
Una bella riflessione, speriamo che il tempo ci insegni a preservare i tesori di Palermo…
hai sbagliato facoltà bell’ articolo!