Ballarò: tradizione e degrado

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Scritto da Gerlando Tortorici Montaperto in Comunicati il 10-02-2010

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Gerlando Tortorici Montaperto

Ballarò, meta di turisti vogliosi di immergersi nella folkloristica vita palermitana, è il mercato per eccellenza, ancorato alle vecchie ed inesorabili tradizioni. Rimane forse uno dei posti più fascinosi della nostra città.

Le grida dei pescivendoli, il ripetitivo richiamo dei venditori ambulanti di sfincione, i profumi di tutti i tipi, dalle arance al pesce fresco, catturano ognuno di noi. Inoltre Ballarò, essendo nel centro storico, richiude dentro di sé piccole meraviglie: basti guardare alla cupola della chiesa del Carmine o ai vari palazzi risalenti all’età seicentesca e settecentesca. Purtroppo questi “gioiellini” dell’architettura sono ormai alla mercé del degrado che cresce a causa di uno scarso interesse da parte del comune. Ingressi con gradevoli decorazioni sono bruscamente sbarrati da muri poiché esposti a rischio di crollo; vi sono anche alcune forme di vandalismo che scoraggiano l’interesse a scoprire il mercato; mini-discariche all’interno di vecchie abitazioni vengono continuamente ampliate senza che nessuno dica niente e i motorini che scorazzano da una parte all’altra fra i banchi del mercato rendono la squallida idea di una città abbandonata e poco amata sia dai cittadini che dalle autorità.
 Da una parte non si vuole eliminare il fascino di questo luogo prevedendo opere che lo stravolgono, ma dall’altra un luogo simbolo del genere non può rimanere in queste condizioni.
Il comune deve prendersi l’impegno di chiudere il mercato al traffico automobilistico sbarrando ogni accesso alla zona senza impedire che il mercato venga rifornito e senza ostacolare i pedoni. Le palazzine devono essere considerate con maggior riguardo, quindi è necessario che riparazioni e restauri siano effettuati presto per migliorare l’aspetto del mercato.
La cosa non è impossibile perché grazie alla collaborazione degli organi competenti al mantenimento del centro storico si può risanare la situazione ma senza una buona partecipazione dei cittadini e dei venditori non si potrà mai raggiungere questo fine.

Commenti (1)

Non c’è niente di più vero di ciò che emerge da queste eloquenti righe: il fascino arabeggiante dei mercati popolari rischia di annegare nell’illegalità irredimibile che inonda il centro storico.

L’incuria e l’assenza dello Stato (mai che si veda un’auto della polizia nelle vicinanze) consegna di fatto questi luoghi così belli all’anarchia, allontanando non solo i turisti ma anche i cittadini.

Complimenti a Gerlando per questa riflessione, che appare scontata ma che in realtà non lo è proprio, visto che il problema esiste da decenni e nessuno si è ancora curato di risolverlo!

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