Scritto da Cittaduepuntozero in Comunicati il 28-01-2010
http://www.cittaduepuntozero.it
“La tragedia di Favara – dichiara l’Assessore al Centro Storico di Palermo Maurizio Carta – ci ricorda che il recupero dei centri storici oltre che sul decoro architettonico e sul restauro dei monumenti, deve intervenire sulle condizioni di vivibilità, soprattutto nelle aree più fragili e degradate in cui l’interesse dei privati è minore. Gli edifici disabitati dei centri storici offrono spesso un tetto a coloro che vivono un disagio abitativo drammatico, ma talvolta questo tetto si trasforma in una tragica tomba. E’ per questo che occorre intervenire con tempestività e programmazione, talvolta anche attraverso l’onere dello sgombero degli occupanti abusivi”.
Anche nel centro storico di Palermo, il problema dell’edilizia pericolante è uno dei più rilevanti nei confronti del quale l’Assessorato ha avviato un programma di interventi programmati alcuni dei quali già attuati alla fine del 2009 e altri previsti per i primi mesi del 2010.
Lo stanziamento ammonta a 784.000 euro già utilizzabili con il metodo del “contratto aperto” e 393.000 euro recentemente deliberati per i quali si sta procedendo all’individuazione della ditta.
Il programma segue la Mappa del rischio elaborata dall’Ufficio del Centro Storico e costantemente aggiornata grazie all’utilizzo di un apposito Gis. La Mappa dell’edilizia pericolante ha censito circa 100 edifici ad alto rischio e 400 urgenti su un totale di quasi 1600 diventando uno strumento indispensabile sia per l’intervento di emergenza che per la necessaria prevenzione e programmazione.
Il programma di interventi è articolato in 3 livelli:
1) le macro-aree da sottoporre a monitoraggio e prevenzione prevalentemente localizzate nei Mandamenti Palazzo Reale e Monte di Pietà con particolare attenzione alle aree limitrofe ai mercati dell’Albergheria e del Capo, le più fragili e con le condizioni di contesto maggiormente critiche.
2) gli interventi urgenti in cui eseguire lavori di demolizione o messa in sicurezza di immobili privati procedendo ad un successivo recupero delle somme. Gli interventi già in corso d’opera o in corso di avvio sono:
Mandamento Monte di Pietà
Cortile Cassetta: lavori eseguiti nel mese di dicembre 2009;
Immobile crollato in Via Quattro Coronati il giorno 08/10/09: sgombero macerie ultimato;
Altri edifici in Cortile Cassetta: alcuni lavori sono stati recentemente ultimati, altri sono in corso e gli ultimi inizieranno a breve.
Via Sant’Agostino: lavori da attivare
Mandamento Palazzo Reale
Vicolo Chiarandà angolo via Case Nuove: lavori da attivare;
Via Case Nuove angolo Vicolo Chiarandà: lavori da attivare;
Vicolo del Romito: lavori da attivare;
Mandamento Tribunali
Via dello Spasimo: lavori da attivare.
3) gli interventi di emergenza per tutte quelle situazioni in cui occorra sostituirsi al privato inadempiente o in cui ci sia un’accelerazione delle condizioni di degrado e pericolo. Tali interventi consentiranno anche di agire nelle situazioni post-crollo per accelerare il ripristino dei luoghi.
“Gli interventi di emergenza – dichiara l’Assessore Maurizio Carta – non possono costituire l’azione amministrativa normale dell’Assessorato, ma devono essere al più presto sostituiti dalla programmazione e dalla pianificazione, ribaltando la situazione a favore della produzione di qualità e rivitalizzazione per il rilancio della vita nel centro storico”.
“Nella direzione della sicurezza, della qualità architettonica e della sostenibilità energetica devono andare le previsioni e le agevolazioni del Piano Casa regionale per gli interventi nei centri storici, diventando quindi uno strumento per accelerare la soluzione delle criticità dei tessuti urbani fragili piuttosto che un generico stimolo al settore edilizio”
“E’ per questo motivo che l’Amministrazione ha avviato con decisione ed assegnato priorità alla revisione del Piano particolareggiato per il centro storico, come strumento in grado di rilanciare una politica di “rigenerazione urbana”, di ridare forza propulsiva all’intervento dei privati, di coinvolgere in maniera attiva il tessuto produttivo, di riportare attività commerciali ed artigianali, di incrementare numero e qualità dei servizi, di ridisegnare la mobilità pubblica e privata, carrabile e pedonale”.
L’azione congiunta della risoluzione delle emergenze e del degrado e la redazione del nuovo piano particolareggiato consentiranno di pensare la città storica come strategia per il futuro di Palermo.






