Scritto da Marco Lo Bue in Comunicati il 11-11-2009
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Palermo, 15 giugno 2016. Salvatore si alza dal letto alle 7, per lui quella di oggi è una giornata segnata in rosso sul calendario: se tutto andrà bene, dopo mezzogiorno, a separarlo dalla sua laurea in architettura ci sarà soltanto la discussione della tesi.
Salvo, come lo chiamano amici e parenti, scende da casa verso le 8 e fa un’abbondante colazione in un noto bar di Mondello paese, luogo incantevole in cui ha la fortuna di abitare; mentre divora il cornetto al gelo di mellone che ha appena acquistato e ammira lo spettacolo offerto dai pescatori, intenti a rattoppare le reti, il suo inconscio va indietro di qualche tempo, quando al risveglio questa splendida piazza, nello stesso periodo dell’anno, si trovava sommersa da bottiglie di Moretti svuotate, su cui il tiepido sole della mattina si rispecchiava, e dai cartoni abbandonati la notte precedente dai venditori ambulanti. Oggi, nel momento più importante per lui, si rende conto che a brillare è solo il mare, di un blu che il rinnovato palmeto della passeggiata rende ancora più intenso.
Accorgendosi che l’orologio corre, l’aspirante architetto si dirige con passo accelerato verso la stazione della metro – alla fermata Belvedere – un minuto a piedi dalla piazza, proprio di fronte l’inizio della spiaggia. Nel corso del tragitto per viale delle Scienze, venti minuti per otto fermate sulla linea blu (Parcheggio Caboto, Favorita-viale Diana, Favorita-Parco, Parcheggio V. Veneto, piazza Croci, Parcheggio Crispi, Teatro Massimo, viale delle Scienze), si trova per l’ultima volta a percorrere le tappe della routine pre-esame, ripassando mentalmente i passaggi salienti della materia, fin quando alla stazione Favorita-Parco la pubblicità sugli schermi della fermata che si intravedono dalle porte scorrevoli della carrozza gli ricordano un appuntamento speciale per quella sera: la sua ragazza, per nulla scaramantica riguardo all’esito della prova, ha acquistato due biglietti per il concerto degli Oasis alla Favorita Arena, spazio ultra moderno – frutto dell’ingegno della squadra di Renzo Piano – dedicato agli eventi culturali di massa e fiore all’occhiello di un parco ridisegnato dalla matita del re degli architetti; Salvo non ama le folle oceaniche, ma sebbene per l’evento siano stati venduti 90.000 tagliandi, non se lo perderebbe per nulla al mondo, dato che adora la musica dei fratelli Gallagher, che tra un litigio e l’altro, nonostante il passare degli anni, rimangono al vertice delle chart internazionali. È solo il primo concerto di un’estate in cui Palermo, capitale europea della cultura 2016, ospiterà, tra gli altri, anche i Coldplay e i Tokio Hotel: “e pensare che non molto tempo fa su quest’area vivevano gli zingari,” – pensa il giovane – “se qualcuno mi avesse detto nel 2010 che quel giovane candidato sindaco, sconosciuto ai più, avrebbe vinto le elezioni e realizzato una rivoluzione simile, lo avrei quantomeno preso per visionario. E invece…”.
Nel frattempo la metro è arrivata a destinazione. Salvo scopre di essere tra i primi nella lista di coloro che devono sostenere la prova: dopo un esame brillante, alle dieci e quaranta esce entusiasta dall’edificio 14: è atteso dal primo bagno a mare dell’anno, ma è, più di ogni altra cosa, determinato a dare un contributo significativo alla rivoluzione culturale di Palermo.






Caro Marco, il sogno di molti si chiama progetto (il resto del commento su Rosalio).
Caro Prof, tutto passa dall’incanalare tutti i giovani palermitani e i professionisti come lei, innamorati della città, in un progetto partecipato che non tradisca Palermo come accaduto in passato con protagonisti diversi