Scritto da Francesco Venezia in Comunicati il 05-11-2009
Trascorse alcune settimane dall’ondata di caos che ha letteralmente travolto Palermo, torniamo ad analizzare la questione dei rifiuti, cercando di sviscerare il problema e trovare delle soluzioni utili per porre fine all’ormai a tutti nota inefficienza dell’AMIA e del sistema amministrativo che la supporta.
La questione lascia enormi strascichi di perplessità tra i palermitani; il disagio, seppur parzialmente risolto, rimane pur sempre una piaga che ha causato non pochi danni all’immagine e allo sviluppo turistico che Palermo, città ricca di bellezze naturali e storiche, può offrire.
L’obiettivo è quello di evitare che gli sforzi fatti e i soldi spesi per il recupero di strutture e altri monumenti di rilevante calibro storico e architettonico, e per il recupero d’alcune aree verdi pubbliche, non vadano seppelliti da una montagna di rifiuti.
Allora perché non suddividere la nostra città in più zone di raccolta, lasciando la possibilità ad aziende private di aggiudicarsi l’appalto di pulizia di alcuni settori della città? La divisione settoriale avrebbe lo scopo di agevolare la rimozione dei rifiuti in maniera rapida ed efficiente e soprattutto globale,innescando una sorta di competizione tra le varie aziende appaltatrici.
Cercando di reinserire gli stessi impiegati dell’Amia all’interno di aziende private e seguendo il meccanismo della raccolta settoriale sarà possibile creare un servizio più dinamico e al tempo stesso ordinato, veloce, capace di portare l’immagine prettamente estetica della città allo stesso livello delle grandi capitali Europee.
Raggiunto questo primo obiettivo sarebbe auspicabile una successiva raccolta differenziata “indoor”, ossia condominiale, come avviene nei paesi anglosassoni e non solo. La raccolta differenziata è il primo sintomo di civiltà di ogni paese e la Sicilia è all’ultimo posto in graduatoria nazionale come quantità di rifiuti differenziati raccolti.
Tutto questo occorrerebbe per far sì che quanto di bello la nostra città possa offrire non sia oscurato da zone nauseabonde limitrofe a cassoni verdi stracolmi che deturpano la città insieme a mucchi di netturbe decomposta.






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