Scritto da Salvo Misseri in Comunicati il 30-10-2009
Dopo la sentenza del Tar che ha annullato l’aumento del 75 % della tassa sui rifiuti varato nel Maggio del 2006, il Comune, sulla scia delle possibili valanghe di ricorsi che consumatori e categorie sono pronti a presentare, ha deciso di risarcire d’ufficio i contribuenti tramite compensazione legale del maggior importo riscosso nel 2006 decurtandolo dalla Tarsu del 2009.
Con questo metodo il Com
une salva in sintesi “ capra e cavoli”, in primis eviterà che i cittadini ( quasi 300 mila) che hanno pagato l’aumento illegittimo del 2006 possano presentare i ricorsi affollando i vari uffici competenti come si è verificato nei giorni scorsi, poi il Comune eviterà che le tanto martoriate casse comunali possano realmente rimanere a secco di liquidità ( sperando che non lo siano già).
In altre parole il metodo del rimborso consiste nel fatto che arriverà presso i contribuenti l’avviso di pagamento della Tarsu del 2009 decurtata del 75 % della tassa versata nel 2006.
Così il Comune ha deciso, in attesa se dover ricorrere al Consiglio di Giustizia Amministrativa o meno, di rimborsare quello che illegittimamente aveva sottratto ai cittadini. Infatti ricordiamo che il vizio che ha inficiato il precedente aumento era stato il fatto che l’approvazione dell’aumento della Tarsu era stata votata dalla giunta, e non dal Consiglio Comunale, organo di rappresentanza diretta del cittadino, il solo legittimato a votare in materia.
Sembra assurdo che i rappresentanti di una città sconoscano l’iter di approvazione dell’aumento della tassa, viene da pensare che l’aumento voluto nel 2006 sia frutto o di totale ignoranza del funzionamento degli organi comunali ( ipotesi recondita ) o che sia stato voluto senza voler tenere conto dell’assemblea di Palazzo delle Aquile, semplicemente per far cassa (ipotesi accreditata).
Speriamo in futuro che “errori” del genere non si ripetano, o almeno se errore deve essere, visto che è insito nella natura umana al motto di “errare humanum est”, che almeno sia nel verso contrario, cioè verso un arricchimento dei cittadini, e questa sarebbe una notizia che veramente avrebbe del sensazionale.





Aldilà della scarsa attenzione rivolta dai nostri politici ai dettagli giuridici che tu hai messo bene in evidenza, io mi chiedo come sia possibile fare pagare una tassa di scopo come la tarsu se poi l’immondizia viene lasciata per strada…
Infatti, il pagare un servizio che realmente manca è assurdo, ma anche la base per calcolarla non è corretta.
La tarsu è un’imposta che prende come parametro di misura i metri quadrati, secondo me non è un parametro corretto, perchè in una stessa abitazione di esempio metri quadrati 100 ma con numero di persone diverso, prendiamo in considerazione un single e un nucleo familiare di 5 persone, il peso della tassa è identico. Ciò sta a significare che i rifiuti solidi vengono prodotti dai metri quadrati? La base per il calcolo deve essere la persona. Potrebbe rasentare una violazione del principio di uguaglianza nell’applicaizione della stessa.