L’arretratezza della nostra civiltà tra voglia di cambiare ed immobilismo mentale

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Scritto da Salvo Misseri in Comunicati il 16-10-2009

Nelle ultime 12 ore Palermo (e non solo) ha dovuto nuovamente affrontare l’emergenza della pioggia. Allagamenti in tutta la città, sottopassaggi impraticabili, crolli nel centro storico.

È parzialmente crollata una palazzina in viale Giudici, nei pressi della stazione centrale. Altri cedimenti sono stati segnalati nelle vie Castro e Imperatore Federico. Famiglie intrappolate che hannallagamento_palermoo chiesto l’aiuto dei vigili del fuoco.

Questo è lo scenario che si ripresenta a Palermo per l’ennesimo nubifragio, sembra quasi che dai disagi patiti 20 giorni fa ad ora nulla sia cambiato, i problemi esistono e continuano ad esistere, senza che nessuno prenda provvedimenti per tutto ciò, forse perché si è troppo occupati ad utilizzare il proprio tempo e le proprie energie per emanare slogan pubblicitari sulle reti private per la difesa del proprio operato nel corso del proprio mandato.

Analizzando la situazione di Palermo,città che dovrebbe considerarsi “metropolitana” ma che in realtà vive in situazioni che forse in paesi sperduti dell’India riescono ad avere vantando spesso il fatto che noi dovremmo essere la c.d. “civiltà progredita”, difficilmente oggi troveremmo qualcosa di adeguato.

allagamentiCosa funziona? Un dilemma a cui per ora non so come rispondere, posso analizzare ciò che non funziona: si potrebbe partire dicendo che abbiamo un impianto fognario del periodo forse tardo-Medioevo, che l’illuminazione pubblica ( la base dell’urbanizzazione di una città) è fatiscente, non funzionante, che il servizio di trasporto urbano è scandente in risposta agli ultimi aumenti per migliorarlo, che un servizio raccolta rifiuti non funziona a causa di scellerate amministrazioni passate che con il bene placido di ambienti politici ed istituzionali hanno svolto tutto con semplice naturalezza. L’altro giorno leggevo con ironia che in città come New York, dove abitano milioni di abitanti, il servizio di raccolta rifiuti, di pulizia delle strade e delle aiuole è garantito da un numero di operatori inferiori a quelli presenti nella nostra piccola città; che in Italia Palermo è la città con il più alto numero di operatori addetti alla pulizia del verde urbano (più di Torino dove il verde urbano è molto più vasto).

Allora cosa non  funziona nel sistema? Incompetenza nel gestire? Incompetenza politica?

O semplicemente la vecchia regola presente nel dna di noi siciliani, il vivi e lascia vivere, il lasciare scorrere tanto niente cambia, il non cercare la soluzione del problema tanto nessuno lo porrà mai.

gattopardo_Burt_LancasterColse nel segno l’animo insito del siciliano il Tomasi di Lampedusa quando in termini gattopardiani fece esordire il Principe di Salina con la massima. “tutto cambia per non cambiare nulla” , massima che a noi è consona . La realtà è questa, cerchiamo di voler cambiare le cose, con il nostro entusiasmo, con la nostra abnegazione nello studio, nei valori, tutte cose che spesso naufragano alla prima difficoltà incontrata nella vita, nel lavoro, o come spesso accade davanti alla possibilità di intraprendere una carriera istituzionale o politica buoni propositi li lasciamo a casa per raggiungere il nostro risultato elettorale.

Se la stanza della vita fosse piena di specchi, e  noi avessimo la possibilità di scrutare noi stessi nei cambiamenti credetemi che molti di noi rinnegherebbero se stessi per quello che sono diventati, per quello che combattevano in giovinezza ma che alla fine a causa dell’apatia, della mancanza di voler combattere per paura di rimanere fuori sono diventati.

E questa verità è peggiore della morte fisica, perché quest’ultima è un fatto naturale a cui non ci possiamo sottrarre, ma sprecare la propria esistenza è morte mentale.

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