Recupero del centro storico: dall’emergenza alla strategia

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Scritto da Cittaduepuntozero in Comunicati il 12-10-2009

CIMG0330 Comunicato stampa dell’Assessorato al centro storico del Comune di Palermo

Negli ultimi giorni, gli allagamenti, i crolli, il dramma umano degli sgomberi, la messa in sicurezza degli edifici e la progressiva distruzione del tessuto urbano del Capo e dell’Albergheria hanno riportato sotto l’attenzione di tutti il problema del completamento del recupero e della riqualificazione del Centro Storico, soprattutto dei Mandamenti Palazzo Reale e Monte di Pietà, meno coinvolti nelle dinamiche di restauro degli edifici e riqualificazione degli spazi che negli ultimi 16 anni hanno trasformato il volto della parte verso il mare.

Il susseguirsi degli eventi, il completamento della mappa dell’edilizia pericolante (100 edifici ad alto rischio e 400 urgenti su un totale di quasi 1600), la necessità di intervenire per l’incolumità dei cittadini e il ripristino della sicurezza dei luoghi degradati dai crolli ha ormai assunto i contorni di una “guerra”: contro il tempo, contro i ritardi, contro l’ignavia o la superficialità, contro i problemi di bilancio, forse persino contro il fato. Per affrontare l’emergenza l’Assessorato al Centro Storico sta predisponendo una delibera per circa 400 mila euro da utilizzare per interventi sugli edifici comunali pericolanti e chiederà di accelerare la discussione in Consiglio Comunale su una delibera che consentirebbe di mobilitare ingenti risorse per un bando dedicato a contributi ai privati per l’edilizia pericolante.

Ma una guerra di tale natura non può essere solo una guerra di trincea, una quotidiana e faticosa azione di contrasto, un corpo a corpo con il degrado.
La guerra va invece affrontata con una strategia di medio periodo – che non trascuri gli interventi di emergenza – ma che consenta di ribaltare la situazione a favore della qualità, della rivitalizzazione e del rilancio della vita nel centro storico.

Una strategia che solo la programmazione e la pianificazione possono garantire. Ecco perché l’Amministrazione ha avviato con decisione ed assegnato priorità alla revisione del Piano particolareggiato per il centro storico, come strumento in grado di rilanciare una politica di “rinascimento urbano”, di ridare forza propulsiva all’intervento dei privati, di coinvolgere in maniera attiva il tessuto produttivo, di riportare attività commerciali ed artigianali, di incrementare numero e qualità dei servizi, di ridisegnare la mobilità pubblica e privata, carrabile e pedonale. Insomma di ripensare la città storica come strategia per il futuro di Palermo.

La strategia si concretizza in un programma di lavoro dell’Assessorato al Centro Storico che assume alcuni obiettivi chiave che andranno discussi e condivisi con gli altri rami dell’Amministrazione, con le Commissioni Consiliari, con le altre amministrazioni coinvolte, con la Soprintendenza, con l’Università, con gli ordini professionali e con le associazioni datoriali e dei lavoratori e con le associazioni culturali e ambientalistiche, in modo che diventino non più la battaglia solitaria dell’Amministrazione comunale contro il degrado, ma la battaglia della collettività per la qualità del proprio futuro.

L’Amministrazione, infatti, sente come prioritaria la necessità di rimettere le politiche e gli interventi sul centro storico entro lo scenario generale di riqualificazione e trasformazione della città, considerando contemporaneamente la specificità del sistema della città antica e l’indispensabile composizione di un quadro unitario delle funzioni che ciascuna parte è chiamata ad assolvere.

I 10 punti cardine della strategia per il centro storico, che saranno oggetto di ulteriore approfondimento e riflessione, sono:
1. individuazione di funzioni per il centro storico in relazione al ruolo nell’intero organismo urbano e in integrazione con le principali aree di trasformazione;
2. aggiornamento delle categorie di intervento correlate con l’effettivo stato d’uso e di conservazione del patrimonio edilizio esistente;
3. individuazione di “aree pilota” sulle quali redigere progetti di riqualificazione degli spazi pubblici in modo da incentivare la messa a sistema degli interventi di recupero in un’ottica di contesti e tessuti;
4. definizione della dotazione dei servizi e loro localizzazione in funzione dei fabbisogni della popolazione insediabile;
5. dotazione di un programma di incentivi fiscali e amministrativi e di un programma economico-finanziario esecutivo che agevoli la partnership pubblico-privato;
6. riattivazione degli interventi pubblici, non solo sugli edifici, ma anche sulla mobilità, sulla pedonalizzazione dei sistemi viari minori e di connessione, sui servizi e soprattutto sugli spazi pubblici, i quali rappresentano il necessario tessuto connettivo per la vivibilità della città storica;
7. rimodulazione delle economie disponibili ex LR 25/93 in modo da emanare un nuovo bando per i privati mirato all’intervento sull’edilizia pericolante integrato con l’intervento sulle opere pubbliche;
8. studio di fattibilità per STU in aree pilota, raccordate con gli interventi pubblici e sul tessuto commerciale e capaci di rilanciare l’interesse dei privati;
9. promozione della progettazione architettonica di qualità attraverso l’utilizzo di concorsi;
10. rigenerazione urbana e avvio di politiche di coesione sociale con particolare attenzione ai Mandamenti Palazzo Reale e Monte di Pietà, al fine di riequilibrare l’intervento.

La revisione del PPE sarà elaborata utilizzando le straordinarie professionalità dell’Ufficio del Centro Storico, potenziate negli anni dal lavoro sul campo, accompagnate dal contributo di esperienze della comunità culturale e professionale, alimentando costantemente il dibattito e la riflessione critica.

La strategia persegue anche l’obiettivo di riavviare una importante stagione di dialogo tra Amministrazione e Città, riportando nell’arena pubblica l’obiettivo del recupero, riqualificazione e rigenerazione del Centro Storico.

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