C’erano una volta 30 milioni alla Provincia…

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Scritto da Salvo Misseri in Comunicati il 21-09-2009

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Notizia di questi giorni che certo ha destato scalpore è l’incauto investimento che la Provincia Regionale di Palermo negli anni passati (tra il 2006 e il 2008) ha fatto presso una società di Como, la Ibs Forex, la quale è riuscita tramite investimenti sbagliati a far svanire nel nulla una somma pari a 30 milioni d’euro.

In tempi così gravosi, dove spesso gli enti territoriali trovano difficile poter fare quadrare i propri bilanci, dove i mercati finanziari non offrono garanzie sperate e spesso si traducono in trappole per i risparmiatori, la Provincia ha pensato bene di affidare quest’ingente somma ad una  società del nord per ottenere un profitto elevato tramite scambi internazionali di valuta.

Mi chiedo, ma quando un ente come la Provincia investe una cifra così considerevole, soldi che i contribuenti pagano e sui quali dovrebbe esserci una gestione oculata e una diligenza oltremodo attenta, come può affidarsi ad una società del nord semisconosciuta?

Che garanzie ha dato questa finanziaria per aver assegnata questa somma? Ha mostrato rendiconti, dei tassi d’interesse maturati in altri fondi negli anni sui prodotti sulla quale investiva? O solamente il fatto che alcuni manager della stessa  fossero siciliani era già prova d’affidabilità?

Di certo nei prossimi mesi la guardia di finanza cercherà di capire cosa sia realmente successo all’Isb, s’ipotizza di possibile reato di “appropriazione indebita” a danno di centinaia di risparmiatori tra cui spicca la Provincia di Palermo.

Gli effetti a Palermo già si sono fatti sentire, il presidente della Provincia Avanti ha avviato un’indagine interna tramite la nomina di una commissione che si occuperà del caso, il direttore generale Antonio Caruso ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, l’ex presidente Musotto ha affermato di  << non aver firmato alcun atto che riguardi investimenti in società finanziarie>>, sottolineando che <<il direttore amministrativo, Caruso, aveva una delega ad hoc e piena autonomia in materia finanziaria >>.

Si potrebbe pensare che alla fine di tutto ciò, come vada l’indagine e se si troveranno i colpevoli, già qualcuno stia pagando già ora e in futuro l’errato investimento fatto dalla Provincia: i cittadini palermitani.

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