Scritto da Marco Lo Bue in Comunicati il 02-09-2008
Dopo il caldo agostano, Città2.0 riapre i battenti.
Le vacanze non dovrebbero esistere quando ci si batte per migliorare la società in cui viviamo; ma nel nostro caso, un sano e breve periodo di pausa ci ha consentito di formulare il migliore e più chiaro assetto organizzativo possibile per portare avanti un’azione che nei prossimi mesi sarà efficace e improntata al successo.
Il mese appena concluso l’ho trascorso a studiare in una delle città più affascinanti del mondo, uno di quei luoghi dove ogni quartiere, no, che dico, ogni singola pietra trasuda storia e sarebbe in grado di raccontare le vicende più strane, aventi per protagonisti alcuni degli uomini che hanno fatto la storia del nostro pianeta.
Londra conta 8 milioni di abitanti, ha dato i natali ad alcune delle menti più brillanti di sempre, ed è riconosciuta universalmente come il fulcro della musica mondiale. Innumerevoli premi nobel sono cresciuti o hanno studiato in quella che dai tempi della Rivoluzione industriale è la capitale dell’economia mondiale.
Ciò che mi ha impressionato maggiormente è il modo in cui la classe dirigente gestisce Londra: sono migliaia i cantieri aperti in città, per la realizzazione di opere di ogni tipo con il coinvolgimento dei più preparati ingegneri e dei migliori architetti del mondo. L’underground, che ha 150 anni di vita e la rete di tunnel più lunga del mondo, è costantemente modernizzato e ampliato con lavori d’ingegneria che ogni notte e tutti i week-end sono realizzati, a rotazione, in tutte le stazioni. Le stazioni sotterranee sono molto colorate (a differenza di quanto accade in molte altre città europee) e possiedono degli spazi in cui gli artisti di strada possono allietare gli utenti con della buona musica (previo rilascio dell’autorizzazione da parte del Comune,che garantisce così un’equa turnazione tra i musicisti). Inoltre alcuni importanti imprenditori londinesi, editori di note testate, realizzano dei quotidiani che vengono distribuiti gratuitamente davanti alle stazioni della metropolitana: “Metro” (il giornale della mattina), “London Lite” e “TheLondonpaper”.
La miriade di parchi che le frequenti pioggie aiutano a mantenere in perfette condizioni rendono la capitale del Regno Unito una megalopoli atipica. Ma ciò che fa di Londra una vera e propria mosca bianca è la mentalità che tutti, dico tutti, i londinesi (anche quelli acquisiti, gli immigrati, che anno dopo anno costituiscono sempre di più la stragrande maggioranza della popolazione) mantengono nei confronti delle istituzioni: rispetto delle regole “senza se e senza ma”, e anche se una nuova norma ti sfavorisce, il bene comune viene prima di tutto il resto.
Torniamo sul pianeta terra e pensiamo per un attimo al luogo in cui viviamo: qua il diritto è un termine ormai in disuso, i posteggiatori la fanno da padroni, tollerati da sindaci che negli anni più e più volte li hanno giustificati sulla scorta della loro povertà, gli zingari hanno il loro terreno a 5 stelle bello e riservato in centro città, e i pochi parchi cittadini ammuffiscono tra i rifiuti. L’unico modo per lavorare sembra essere quello di farsi raccomandare per un posto alla Regione.
Nessuno sembra curarsi di tutto ciò.
ECCO QUAL E’ LA NOSTRA MISSIONE: FARE CAPIRE A UNA CLASSE DIRIGENTE CHE NON HA PROBABILMENTE AVUTO LA FORTUNA DI VIAGGIARE E STUDIARE CHE LO SVILUPPO LO SI CREA CON LE GRANDI OPERE, CON LA LEGALITA’ E CON LA CULTURA, NON CON L’ASSISTENZIALISMO.






Bentornato Marco,
sono contento che il tuo viaggio a Londra sia andato a buon fine
e soprattutto sono contento che tu possa elargire a tutti coloro si interessano di guardare il nostro sito, quanto è bello non solo far parte dell’Europa ma anche esserne parte integrante… spero che dopo questo riposo che tutti un pò ci siamo goduti, chi più chi meno, possiamo riprendere la nostra attività si “bonifica” con più voglia di prima
nell’intento di diventare anche noi una piccola polis europeizzata.
Baci a tutti !!!
Carissimo Marco
Le tue parole ,come capita spesso vista la comunanza d’intenti , mi trovano profondamente d’accordo.Come ben sai torno da poco da un lungo viaggio nell’est europa (erasmus in Lituania Vilnius) dove ho avuto l’opportunità non solo di confrontarmi con una società profondamente logorata dal suo recente passato ma anche con ragazzi provenienti da tutto il mondo, non solo dall’Europa.
Ben poco ho potuto scambiare con realtà in un certo modo a noi vicine (Francia Spagna Germania… ) se non la lingua infatti al termine della mia esperienza un pò tutti sapevano dire qualcosa in italiano e io ,dal canto mio, mi sono difeso acquisendo più o meno approfonditamente la conoscenza della lingua ispanica.
Ma quello che più è valso in questa esperienza è l’essermi potuto confrontare con popoli provenieti dal profondo oriente (Cina Giappone Corea India Turkistan Pakistan Kagzikistan…) , dall’oltre oceano (Argentina Brasile Messico Usa Canada Perù…..)e dal complicato Medio Oriente(Libano ,Giordania Egitto,Palestina) .
Il resoconto finale di questo mio viaggio (culturale) mi ha fatto apprezzare ancor di più la nostra cultura che, si badi , non intendo professare come “migliore” ma di sicuro la più completa ed aperta , capace non solo di trovare punti in comune con tutte le altre ma anche ti attirare le simpatie e curiosità di tutti indistintamente.
Caro Marco abbiamo in mano un patrimonio unico ,forgiato da una molteplicità di dominazioni ed influenze , caratterizzato dall’allegria ed ospitalità ma siamo in grado di vanificarlo grazie a quei pochi che messi nei posti giusti ( di potere ) sono ancora in grado di farci volare basso ed esser famosi per la solita MAFIA.