Scritto da Marco Lo Bue in Manifestazioni il 01-07-2008
Domenica pomeriggio il Parco della Favorita è stato teatro di una divertente escursione in mountain bike: una passeggiata avventurosa attraverso i sentieri del più grande parco cittadino d’Italia, uno dei più vasti polmoni verdi metropolitani di tutto il vecchio continente.
Bici2.0 ci ha consentito di toccare con mano le potenzialità immense di questa riserva naturale, adibita nel 1798 da Ferdinando III di Borbone a riserva di caccia del Re, e che oggi purtroppo offre, oltre ai panorami mozzafiato di cui è possibile godere dalle falde di Monte Pellegrino, anche l’indegno spettacolo dell’incuria e dell’abbandono.
La pedalata ha avuto il suo meeting-point presso Case Rocca, quei giardini, da poco tempo restituiti a Palermo, che rappresentano il simbolo di un possibile cambiamento, di una modernizzazione della nostra città verso standard di vita che siano propri di una vera capitale europea.
Ragazzi e ragazze di tutte le età hanno solcato con le loro biciclette i viottoli sterrati adiacenti il campo zingari, fino ad arrivare ai cancelli della real Riserva, tornando poi indietro dal versante “Monte Pellegrino”. Dopo una breve pausa presso le Scuderie Reali ci siamo spinti fin sopra la Valle del Porco, stretto canalone costeggiato da rupi calcaree ricoperte da fitta vegetazione rupestre, attraversato da un ripido sentiero lungo circa 1,5 Km, che conduce dalle Scuderie sino al Santuario di Santa Rosalia; nel corso della passeggiata ci siamo soffermati sulla cosiddetta “rupe dei re”, per scattare delle foto e ritemprarci dalle fatiche della salita. Il ritorno al punto di partenza è stato caratterizzato da una piacevolissima discesa che costeggia il Monte Pellegrino fino all’altezza del campo a ostacoli.
Città2.0 vuole battersi per una riqualificazione sostenibile della Favorita, in modo da metterla al servizio di sportivi, famiglie, turisti e semplici visitatori occasionali, categorie per i quali oggi costituisce un territorio off-limits, del tutto inospitale.
Non è raro infatti imbattersi in colonie di topi, cumuli di immondizia, erbacce e drappelli di prostitute, che fanno di questo gioiello, orgoglio della nostra città, un vero e proprio territorio di frontiera.
Perchè non prendere spunto dai Parchi cittadini delle grandi metropoli, come Hyde Park e Central Park, meno vasti del nostro ma emblemi di quella razionalità cui noi tanto dovremmo aspirare? O perchè non guardare a due modelli di crescita urbanistica come Valencia e Barcellona, due città mediterranee che con la metà delle nostre risorse storico-artistiche-paesaggistiche ci hanno superato e staccato nettamente in pochi anni(là col denaro delle Olimpiadi e dell’America’s Cup hanno aperto i cantieri; noi coi soldi dell’Europa creiamo LSU)? O abbiamo paura di confrontarci con realtà che funzionano? La natura ci ha regalato gli strumenti: utilizziamoli al meglio
Si ringraziano per la collaborazione all’organizzazione dell’evento Zoemagazine, il Giornale di Sicilia, MondelloLido, Rosalio.it, Balarm.it, Palermomania.it, Sicurauto.it, Palermociclabile.org e tutti gli amici che stanno cooperando per un nuovo Parco della Favorita.




