Scritto da Marco Lo Bue in Comunicati, Progetti & Obiettivi il 07-06-2008
Da questa settimana chi andrà nei tre mercati storici della città e comprerà merce, potrebbe porsi delle domande sul “significato” di quanto scritto sulla busta di carta in cui i prodotti vengono conservati prima di essere consegnati ai clienti.
Ballarò, il Capo, la Vucciria: 3 realtà simili, accomunate ulteriormente dalla scarsa attenzione prestata loro dalla città e da chi dovrebbe conservare e valorizzare gioielli così preziosi.
Città2.0 vuole trasformare l’antico Cassaro e il centro storico tutto nel quartiere della cultura, essendo custodite in questa zona della città la maggior parte delle innumerevoli testimonianze artistiche lasciateci dai popoli che nei secoli si sono succeduti nella dominazione della nostra terra.
I mercati popolari portano in sè una magia che dai tempi della dominazione araba è un tutt’uno con la nostra indole. Oggi si servono di questi luoghi di vendita esclusivamente gli abitanti delle zone in cui essi sorgono, e da anni si ergono assordanti silenzi della pubblica amministrazione sulla loro riqualificazione.
Noi pensiamo a dei mercati che non siano zone franche, insicure e poco remunerative per l’economia della città, oltre che versanti in precarie condizioni igienico-sanitarie; più sicurezza e maggiore organizzazione , per preservare la “storia” in condizioni più dignitose e metterla al passo con le esigenze di oggi: questa è la ricetta per un’evoluzione “sostenibile”
Chiunque voglia battersi insieme a noi ci contatti a info@cittaduepuntozero.it !
( si ringrazia Domenico Aronica per la gentile concessione del diritto di pubblicazione della foto qui sopra riportata. Credits: http://www.domenicoaronica.com )






