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Ettore Ceresa

Nel 2010 parliamo di rifiuti che invadono la città, di marciapiedi e strade distrutti o inesistenti, di precari da stabilizzare (altro non sono che raccomandati figli del clientelismo che rubano posti di lavoro a gente che vale di più falsando il mercato del lavoro), di abusivi che sconfiggono lo Stato (vedi Zen) e così via.
Siamo condannati quindi ad una sfida alla miseria materiale e intellettuale.
Gli uomini tendono a deviare per loro natura dal giusto, dal bene comune e in Italia la probità è un valore trascurato.
Quali sono quindi le cause di questo “andazzo generale”, perchè altrove la percentuale di mele marce è inferiore?
1) Il nostro diritto funziona male, la funzione di prevenzione generale (orientamento delle condotte umane per distogliere la generalità dei soggetti dal compiere le condotte disapprovate) è molto debole a causa della incerta applicazione delle pene, del lungo intervallo di tempo fra la commissione del fatto di reato e l’applicazione della pena stessa e del fatto che non conformarsi a certe norme (soprattutto i reati contro la pubblica amministrazione) non è avvertito come allarme sociale.
2) Ragioni storiche. Dominazioni di popoli stranieri con conseguente fatalismo, economia feudale,mancata rivoluzione industriale, mafia e mentalità mafiosa.
3) Ignoranza. L’ignoranza è un male di proporzioni epiche. Avvicina l’uomo alla bestia, l’ignorante agisce per istinto e non per ragione, non sente le regole come giuste ma come imposte per chissà quale ragione, può essere manipolato a piacimento e addirittura a volte arriva a negare l’evidenza in nome di superstizioni, sentito dire, leggende e credenze varie.
4) Criminalità organizzata. Cosa nostra oltre ad essere ragione storica è tragica attualità. Molti (ignoranti) credono che la mafia possa dare posti di lavoro. Non hanno idea però del fatto che sono proprio i mafiosi la causa del nostro sottosviluppo, rovinano l’economia, mortificando l’imprenditoria nostrana e facendo scappare chiunque abbia voglia di investire nella nostra terra. Risultato: niente industria, niente investimenti, disoccupazione e povertà. La mafia toglie speranza ed è per questo che molti pensano a sopravvivere e non a migliorare, in questo modo la società stagna e non progredisce.
Soluzioni:
1) Riforma radicale del Diritto processuale. Diritto efficace e veloce. Chi commette un reato è punito con alta percentuale di certezza ed è punito in tempi rapidi. Riforma sistema misto inquisitorio-accusatorio.
2) e 3) Puntare tutto sull’aumentare l’istruzione e la sensibilizzazione delle giovani generazioni, facendole crescere con la voglia di fare e di migliorare. Scuola più moderna e più personalizzata in base alle attitudini. Educazione civica ed alla legalità obbligatoria fin dalle scuole elementari. Ignoranza e retaggi storici verrebbero così estremamente ridotti. Una mente cresciuta con valori sani ed impegnata a raffinarsi ed elevarsi attraverso lo studio ed il lavoro è meno portata a delinquere.
4) Contrasto materiale ed ideologico alla mafia ed alla mentalità mafiosa (concetti entrambi fondamentali per estirpare il fenomeno). Nel primo senso positivi segnali vengono dall’attuale esecutivo.
Centrando questi punti potremo occuparci di questioni molto più nobili e la nostra sfida alla miseria diventerà una sfida all’eccellenza.